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Il coronavirus e le patologie epidemiche in medicina cinese

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La Cina, come l’Europa, è stata funestata fin dall’antichità da patologie epidemiche che vengono narrate negli Annali dei tempi antichi così come sono ricordate nei nostri testi di storia.

Purtroppo l’attualità sta dimostrando che il rischio di epidemie e pandemie non è stato superato ed anzi, paradossalmente, la globalizzazione lo rende ancora più serio a causa della velocità che imprime alla trasmissione del contagio per la rapidità delle comunicazioni e delle interconnessioni tra paesi e continenti.

La medicina cinese ha da sempre affrontato il problema delle epidemie che ora sappiamo correlate a patologie di origine batterica o virale e che gli antichi cinesi misero in relazione con i “li qi” cioè energie epidemiche.

 

Le origini e gli sviluppi della epidemiologia in medicina cinese

Se scorriamo l’elenco delle principali Scuole di Pensiero che si sono succedute nel corso della lunga storia della medicina cinese constatiamo che furono soprattutto due, la Shang Han Xue Pai (Scuola dell’Attacco del Freddo) nel II secolo d.C. e Wen Bing Xue Pai (Scuola dell’Attacco del Calore) nel XVI-XVIII secolo, ad affrontare queste patologie.

 

Principali Scuole di Pensiero

Yi Xue Liu Pai 医学流派

  1. Dao Yi Xue Pai 道医学派 (Scuola Taoista)
  2. Yi Jing Xue Pai 医经学派 (Scuola dei Classici)
  3. Yi Fang Xue Pai 医方学派 (Scuola delle Formule)
  4. Shang Han Xue Pai 伤寒学派 (Scuola dell’Attacco del Freddo)
  5. He Jian Xue Pai 河间学派 (Scuola del Calore e del Fuoco)
  6. Yi Shui Xue Pai 易⽔学派 (Scuola degli Zang Fu)
  7. Gong Xie Xue Pai 攻邪学派 (Scuola della Detossificazione)
  8. Dan Xi Xue Pai 丹溪学派 (Scuola dello Yang in Eccesso e dello Yin in Deficit)
  9. Wen Bu Xue Pai 温补学派 (Scuola della Tonificazione e Calorificazione)
  10. Wen Bing Xue Pai 温病学派 (Scuola dell’Attacco del Calore)
  11. Hui Tong Xue Pai 汇通学派 (Scuola della Medicina Integrata)

 

In realtà il primo affronto delle malattie epidemiche viene fatto ancora prima nel Nei Jing o Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo – che viene fatto risalire al III-II secolo a.C. – con un primitivo abbozzo della teoria delle cosiddette sindromi dei “Sei livelli energetici”.

Il brano del Nei Jing afferma:

«Il primo giorno della malattia febbrile provocata dal freddo è attaccato il tai yang con segni di cefalea o dolore nucale e con rigidità cervico-dorsolombare.

Nel secondo giorno […] compaiono febbre, dolori oculari e sensazione di bruciore nelle coane nasali. Questa sintomatologia è dovuta al fatto che lo yang ming domina i muscoli e si dirige in alto passando ai lati del naso e raggiungendo gli occhi.

Al terzo giorno, quando la patologia raggiunge lo shao yang, compaiono dolori toracici laterali costali e disturbi dell’udito perché lo shao yang passa per la regione laterale e raggiunge l’orecchio.

Quando i fattori patogeni invadono tutti e tre i livelli yang essi non raggiungono ancora l’interno e rimangono nella superficie.

Fino a questo stadio della malattia si può utilizzare la sudorificazione per la sua terapia.

Il quarto giorno i fattori patogeni raggiungono il tai yin e compaiono segni di distensione addominale e talora bruciore faringeo, perché il tai yin passa per lo Stomaco e sale fino alla gola.

Il quinto giorno viene attaccato lo shao yin e il paziente avverte faringodinia e bruciore faringeo, accompagnati da sensazione di sete, perché lo shao yin parte dal Rene e sale alla radice della lingua passando per il Polmone.

Al sesto giorno è colpito il jue yin e ciò si accompagna a sensazione di pienezza, irritabilità e retrazione scrotale, perché il jue yin passa attorno ai genitali e si collega al Fegato.

Quando sono attaccati tutti e tre gli yin e gli yang si manifesta un’alterazione della circolazione del qì nutritivo, del qì difensivo, del qì vitale, del sangue.

Ciò comporta un’ostruzione della circolazione negli organi e nei visceri che può essere fatale.»

 Ma il vero affronto delle sindromi dei Sei livelli energetici viene fatto da Zhang Zhong Jing, nel II secolo d.C.. Egli specificò ulteriormente nello Shang Han Lun o Trattato delle Malattie Indotte dal Freddo la patologia dei tre yang e dei tre yin. Riporto qui di seguito una breve sintesi delle patologie esaminate nel testo di Zhang Zhong Jing:

«Il polso superficiale, la cefalea, la sensazione di rigidità cervicale e i brividi sono i segni del tai yang.

La caratteristica dell’attacco dello yang ming è l’eccesso.

I sintomi dello shao yang sono sempre la sensazione di amaro in bocca, il bruciore faringeo e le vertigini.

Il tai yin è caratterizzato da distensione addominale con vomito, anoressia e diarrea, che talora si acutizza provocando dolore addominale. Se si somministra un purgante esso determina pienezza e oppressione epigastrica.

I sintomi dello shao yin sono il polso debole e fine con tendenza del paziente ad assopirsi.

La sindrome jue yin si manifesta con grande sete, poliuria e pollachiuria; c’è una sensazione di salita energetica da sotto l’epigastrio e una sensazione di calore e dolore toracico accompagnata da fame senza essere capaci di ingerire del cibo. Se si prende del cibo si assiste al vomito di ascaridi. Se si somministra un purgante compare una diarrea continua.»

Lo Shang Han Lun è veramente una miniera di informazioni perché assolve contemporaneamente diverse funzioni:

  • Inquadra per la prima volta le patologie epidemiche nella teoria dei Sei livelli energetici che coinvolgono tutti i visceri e gli organi e contemporaneamente tutti i meridiani di agopuntura ad essi correlati;
  • Per ogni quadro sindromico descrive dettagliatamente la sintomatologia, la diagnostica sfigmologica e glossoscopica;
  • Per ogni quadro sindromico formula e spiega il principio di terapia;
  • Per ogni quadro sindromico suggerisce una formula farmacologica specifica di cui suggerisce gli ingredienti, il relativo dosaggio, le modalità di preparazione e di assunzione ed infine la posologia quotidiana.

Lo Shang Han Lun è a ragione considerato uno dei testi fondamentali della medicina cinese. Ovviamente nel II secolo d.C. non sapevano che le patologie epidemiche fossero correlate ad infezioni di natura batterica e virale e quindi l’eziopatogenesi era stata correlata all’attacco dei fattori cosmopatogeni come il vento, il freddo e l’umidità. Questa interpretazione era tanto più ragionevole nel bacino del fiume Giallo caratterizzato da inverni freddissimi. D’altra parte sappiamo che molte patologie epidemiche hanno un andamento stagionale ed anche il raffreddore che abbiamo scoperto essere di natura virale prende il nome dalla radice “freddo” non solo in lingua italiana ma anche in altri idiomi: in inglese si definisce “cold”, cioè freddo. Il freddo aggredisce il corpo e riduce le difese permettendo ai virus sempre presenti di avere la meglio sul sistema di controllo immunitario.

Le sindromi dei Sei livelli energetici si dividono in tre sindromi yang (correlate ai livelli tai tang, shao yang e yang ming) che si manifestano con sintomi da “eccesso” e che riguardano i visceri ed in tre sindromi yin (correlate ai livelli tai yin, shao yin e jue yin) che invece sono caratterizzate più dal “deficit” e sono più gravi perché più interne e legate agli organi. All’inizio il corpo presenta sintomi di “freddo” ma presto il “freddo” penetrando all’interno del corpo si trasforma in “calore” e le sindromi si caratterizzano per la comparsa di aumento progressivo della temperatura ed infine per lo sviluppo di stati tossiemici.

L’organismo viene immaginato come una sorta di sequenza di strati concentrici che vengono di norma aggrediti l’uno di seguito all’altro. Ovviamente se le difese del corpo sono stimolate dalla terapia l’organismo è in grado di reagire e di eliminare l’agente patogeno espellendolo all’esterno.

Le tecniche di terapia utilizzate sono numerose: all’inizio la sudorificazione, poi la dispersione, la purgazione, l’armonizzazione, la calorificazione etc ed anche se per ognuna di queste metodiche è possibile utilizzare anche l’agopuntura lo Shang Han Lun suggerisce soprattutto il trattamento farmacologico.

Lo Shang Han Lun è stato rivisitato a lungo nel corso della lunga storia della medicina cinese per adattare il suo inquadramento alle patologie epidemiche che nel frattempo si stavano diffondendo in Cina come in Occidente.

Il Medioevo cinese corrisponde al periodo delle dinastie Jin, Song, Yuan ed è percorso da un lungo lavoro di affinamento dell’inquadramento diagnostico e delle conseguenti tecniche di terapia che è in sintonia con i dettami di varie Scuole che si sono succedute ed avvicendate in questi secoli: He Jian Xue Pai (Scuola del Calore e del Fuoco),  Yi Shui Xue Pai (Scuola degli Zang Fu),  Gong Xie Xue Pai (Scuola della Detossificazione), Dan Xi Xue Pai (Scuola dello Yang in Eccesso e dello Yin in Deficit), Wen Bu Xue Pai (Scuola della Tonificazione e Calorificazione).

Nel frattempo si stava facendo strada l’idea che l’eziopatogenesi correlata alle cause cosmopatogene non spiegasse esaurientemente il fenomeno della trasmissione epidemica delle patologie. Il caldo patogeno era già stato preso in considerazione nel XII secolo da Liu Wan Su. Successivamente nel XIV secolo si erano cominciate a distinguere le patologie correlate al freddo definite shang han da quelle correlate al calore e definite wen bing.

Nel XVII secolo si iniziò a parlare dei soffi violenti “wen yi” che erano in grado di causare pestilenze e malattie epidemiche penetrando dalla bocca e dal naso ed avendo un meccanismo contagioso da persona a persona.

Il testo Wen Yi Lun o Trattato sulle Pestilenze, opera di Wu You Ke (1582–1652) affronta per la prima volta il fenomeno dei soffi violenti “wen yi”.

In questo periodo vengono anche messe a punto delle tecniche di vaccinazione per la prevenzione del vaiolo con oltre un secolo di anticipo rispetto a quelle messe a punto da Jenner in Occidente

Successivamente nel Trattato delle Malattie Tiepide e Calde o Wen Re Lun si distinguono le malattie dei Quattro Strati (difensivo wei dell’energia mista qi, dell’energia nutritiva ying e del sangue xue). L’argomento viene approfondito nella Differenziazione Sistematica delle Patologie Febbrili o Wen Bing Tiao Bian in cui si affrontano le malattie dei Tre Riscaldatori: Superiore, Medio ed Inferiore. Arriviamo così al XVII secolo quando vissero Ye Tian Shi (1667-1746) e Wu Ju Tong (1758-1836) che sono gli autori di questi volumi.

Le sindromi dei Quattro Strati analizzano le patologie febbrili epidemiche e la loro modalità di approfondimento all’interno del corpo attraverso il passaggio dallo strato esterno difensivo wei agli strati interni qi, ying e xue e descrivono sintomatologia, diagnosi pulsologica e glossoscopica di ogni quadro sindromico. Anche in questo caso per ogni sindrome è suggerita una ricetta di riferimento per il trattamento farmacologico cinese.

Anche l’inquadramento secondo i Tre Riscaldatori (superiore o toracico sovradiaframmatico, medio o addominale sovraombelicale ed inferiore o addominale sottombelicale) è correlato alla teoria che la patologia possa rimanere più superficiale o approfondirsi ed aggravarsi in questo percorso dall’alto verso il basso e dall’esterno all’interno.

La medicina cinese e le epidemie del XXI secolo

Veniamo ora alle gravi patologie virali che recentemente si sono affacciate sulla scena globale: SARS, MERS ed infine al Coronavirus responsabile del Covid-19.

Sempre più frequentemente la stampa cinese prima e successivamente le testate occidentali hanno dato notizia dell’utilizzo in Cina di terapie di medicina cinese da affiancare a quelle biomediche.

Molte sono le formule che sono state citate a questo proposito perché ovviamente la terapia va personalizzata sul singolo paziente e sulla evoluzione del suo specifico quadro clinico: la ricettapiù citata va sotto il nome di Qing Fei Pai Du Tang o

Decotto che Purifica il Polmone ed Elimina le Tossine.

La composizione della ricetta è la seguente, a fianco di ogni ingrediente il relativo dosaggio in grammi:

Ma huang, herba Ephedrae 9

Zhi gan cao, radix Glycyrrhizae praeparata 6

Ku xing ren, semen Armeniacae amarum 9

Shi gao, Gypsum fibrosum 15-30

Gui zhi, ramulus Cinnamomi 9

Ze xie, rhizoma Alismatis 9

Zhu ling, sclerotium Polypori 9

Bai zhu, rhizoma Atractylodis 9

Fu ling, sclerotium Poriae 15

Chai hu, radix Bupleuri 15

Huang qin, radix Scutellariae 6

Jiang ban xia, rhizoma Pinelliae ternatae 9

Sheng jiang, rhizoma Zingiberis recens 9

Zi wan, Aster tataricus 9

Kuan dong hua, flos Farfarae 9

She gan, rhizoma Belamcandae 9

Xi xin, herba Asari 6

Shan yao, rhizome Dioscoreae 12

zhi shi, fructus Aurantii immaturus 6

Chen pi, pericarpium Citri reticulatae 6

Guang hou xiang, herba Pogostemonis 9

L’aspetto stupefacente di questa formula è che essa è, come spesso accade nella farmacologia cinese, un assemblaggio, una sintesi di più formule la cui origine risale allo Shang Han Lun, cioè al Trattato sulle Malattie Indotte dal Freddo scritto da Zhang Zhong Jing nel II secolo d.C. L’idea di mettere insieme l’azione di più formule non è una novità nella farmacologia cinese perché ogni patologia si esprime con una serie di meccanismi patogeni che vanno accuratamente diagnosticati e trattati perché la terapia possa essere efficace.

Le formule originali che sono assemblate nel Qing Fei Pai Du Tang o Decotto che Purifica il Polmone ed Elimina le Tossine sono quattro:

  • Xiao Chai Hu Tang o Decotto Minore di Bupleurum
  • Wu Ling San o Polvere dei Cinque Ingredienti e Poria.
  • She Gan Ma Huang Tang o Decotto di Belamcanda ed Efedra
  • Ma Xing Shi Gan Tang o Decotto di Ephedra, Armeniaca, Gypsum e Glycyrrhiza

Come ho già anticipato tutte e quattro queste formule sono citate per la prima volta nello Shang Han Lun e nel Jin Gui Yao Lue Fang Lun scritti da Zhang Zhong Jing nel II secolo d.C. e trattano singoli quadri sindromici. Ad esempio Xiao Chai Hu Tang o Decotto Minore di Bupleurum tratta la Sindrome del livello Shao Yang attraverso la tecnica della “armonizzazione”, mentre il Wu Ling San o Polvere dei Cinque Ingredienti e Poria tratta la Sindrome del Tai Yang con Accumulo di Acqua attraverso la tecnica di “liberare l’esterno, promuovere la trasformazione del qì, ristabilire la funzione di discesa del

Polmone, far circolare lo yáng dell’acqua.

Capisco che la terminologia della medicina tradizionale cinese sembra molto primordiale ed assai poco scientifica a noi medici occidentali abituati a definire malattie, eziopatogenesi, diagnosi e terapia con un linguaggio scientifico ormai consolidato. Sottolineo tuttavia che dovremmo ricordare che quando i cinesi affermano che un farmaco “purifica il calore” o “disperde il fuoco” stanno parlando degli effetti antinfiammatori o antiflogistici usando le nostre stesse parole visto che questi due termini contengono il termine “fiamma” o “flogos” che in greco antico significa appunto fuoco. E così vale per a-nemia che significa senza sangue, leucemia che significa sangue bianco o otosclerosi che significa “orecchio duro” e quindi anche la nostra terminologia medica, se volessimo ricordare la sua corretta etimologia sembrerebbe primitiva come o forse più di quella cinese.

In appendice ho pensato di riportare alcuni brani della Shang Han Lun che descrivono le prime due ricette citate solo per dimostrare come già 18 secoli or sono si ragionasse basandosi appunto su eziopatogenesi, semeiologia, diagnostica sfigmologica e glossoscopica estremamente raffinate per definire ogni singolo quadro sindromico e la conseguente terapia farmacologica.

Ho consultato pubmed per verificare quanti studi sono stati condotti su queste formule ed ho verificato che ci sono oltre 170 ricerche pubblicate su questo argomento. Ricordo che pubmed non registra le ricerche pubblicate in Cina in cinese che sono innumerevoli e realizzate in centri di ricerca sempre più organizzati e recentemente a livelli talora superiori di quelli occidentali. Secondo molti studi pubblicati negli ultimi giorni in Cina a proposito del trattamento di pazienti critici affetti patologie da coronavirus, si afferma che la farmacologia cinese può alleviare i sintomi respiratori, inibire il rilascio di fattori infiammatori, controllare la saturazione di ossigeno, ridurre il supporto respiratorio e l’uso di antibiotici.

La consultazione di testi classici per affrontare le patologie attuali è una consuetudine assai praticata in Cina e ricordo che la dott.ssa Tu Youyou è stata insignita nel 2015 del premio Nobel per la medicina per aver “scoperto” l’artemisina per il trattamento della malaria. Pochi sanno tuttavia che Qing Hao, l’erba medicinale da cui è estratta l’artemisina è citata da Ge Hong  fin dal II secolo d.C. nel suo testo Zhou Huo Bei Ji Fang o Trattato delle Emergenze per il trattamento delle “febbri intermittenti”, cioè della malaria. È consultando questo testo che Tu Youyou ha avuto l’input per realizzare questa scoperta utilizzando metodi moderni di estrazione dei principi attivi della pianta

Conclusioni

Questo breve articolo non pretende ovviamente di esaurire questo complesso argomento ma di presentare una breve sintesi che permetta di orientarsi un po’ meglio nel vasto panorama della storia dell’epidemiologia in Cina.

I medici cinesi in aiuto dell’Italia

«Siamo venuti per ricambiare gli aiuti ricevuti poco tempo fa dall’Italia»: così il vice presidente della Croce Rossa cinese che guida il team di medici ed esperti arrivato in Italia per aiutarci a combattere l’emergenza coronavirus si è presentato in conferenza stampa: «Ci auguriamo di poter aiutare per combattere questa battaglia contro il virus».

“Le oltre 30 tonnellate di materiale sanitario donate dalla Cina all’Italia saranno distribuite presto, e da oggi il nostro team inizierà a collaborare con i colleghi italiani per sconfiggere il Covid19!”. Lo scrive l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, in un post su Facebook, in cui ha pubblicato la notizia dell’arrivo, ieri sera, all’aeroporto di Fiumicino, dell’A350 della China Eastern con a bordo il team di specialisti cinesi e “oltre 30 tonnellate di forniture mediche”. “Quasi 10.000 chilometri da Shanghai a Roma, ma c’è grande entusiasmo. Ora poche ore di riposo e il team di medici cinesi sarà pronto per dare il suo contributo!” si legge. In particolare, il governo cinese ha inviato un team di esperti medici in Italia, formato dal National Health Commission of China e dalla Red Cross Society of China che hanno portato con sé anche dei farmaci tradizionali cinesi. È stato citato il Lianhuaqingwen LHQW di cui riporto qui di seguito composizione ed effetti tratti dalla letteratura scientifica internazionale.

The main components of LHQW are Forsythiae Fructus (255 g), Ephedrae Herba (honey-fried) (85 g), Lonicerae Japonicae Flos (255 g), Isatidis Radix (255 g), Dryopteris Crassirhizomatis Rhizoma (255 g), menthol (7.5 g), Gypsum Fibrosum (255 g), Pogostemonis Herba (85 g), Rhodiolae Crenulatae Radix et Rhizoma (85 g), Houttuyniae Herba (255 g), Rhei Radix et Rhizoma (51 g), Armeniacae Semen Amarum (stir-baked) (85 g), and Glycyrrhizae Radix et Rhizoma (85 g), and the excipient is starch. These LHQW capsules were donated by Yiling Pharmaceutical Inc. (Shijiazhuang, China), TCM Quasiword, Z20040063; product batch, 111010; product specifications, 0.35 g per capsule.

LHQW has anti-inflammatory and immune regulatory functions that are derived from the components of TCM. Among these components, Forsythiae Fructus, Menthol, and Ephedrae Herba can disperse the cold; Gypsum Fibrosum, Lonicerae Japonicae Flos, and Isatidis Radix can clear internal qi and endogenous heat; Armeniacae Semen Amarum and Houttuyniae Herba can detoxify and remove carbuncles; Rhei Radix et Rhizoma clears hollow viscera and lung heat; and Rhodiolae crenulatae Radix et Rhizoma has the function of tonifying qi and yin, regulating immunity, strengthening body resistance, and eliminating evil. In this study, we analyzed 100 patients with AECOPD who were treated either with LHQW and conventional Western medicine or with only conventional Western medicine. We measured subjects’ clinical symptoms and signs and the levels of IL-8, TNF-, IL-17, and IL-23 in the blood and sputum before and after treatment and thereby investigated the effects of LHQW on airway inflammation of AECOPD and its possible mechanism of action.

Appendice

Ho voluto riportare, a titolo puramente esemplificativo, alcuni brani dello Shang Han Lun tratti dall’edizione italiana del trattato pubblicata a Civitanova Marche nel 1998 come numero monografico all’interno della collana Quaderni di Medicina Naturale della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese

ENUNCIATO LXXI

Nella sindrome tai yang, dopo l’impiego di un diaforetico, una sudorazione profusa esaurirà i liquidi dello stomaco. Di conseguenza il paziente si sentirà irrequieto, incapace di addormentarsi ed assetato. Bere un po’ d’acqua armonizzerà le funzioni dello stomaco e porterà quindi alla guarigione. Quando si osservano un polso superficiale (fu), disuria, leggera febbre e grande sete, si può prescrivere come rimedio la Polvere wu ling (Wu ling san).

 

ENUNCIATO LXXII

La Polvere wu ling (Wu ling san) è adatta anche alla sindrome con irrequietezza e sete con polso superficiale (fu) e rapido (shuo), dopo la sudorazione.

 

Wu ling san – Polvere wu ling

ENUNCIATO LXX

 

Polyporus umbellatus, zhu ling 18 zhu

Rhizoma Alismatis, ze xie 1 liang 6 zhu

Rhizoma Atractylodis macrocephalae, bai zhu 18 zhu

Poria, fu ling 18 zhu

Ramulus Cinnamomi, gui zhi 0.5 liang

 

P.: ridurre in polvere gli ingredienti. Diluire la polvere con zuppa di riso. Preparare dosi di un fang cun bi  ciascuna. Assumere tre dosi al giorno. Bere abbondante acqua calda. La sindrome scompare dopo la sudorazione.

S.: questo farmaco disperde la sindrome sia dall’interno che dall’esterno. Fu ling, zhu ling e ze xie fanno scorrere in basso l’acqua ed i liquidi e chiarificano l’urina. Bai zhu nutre la milza e asciuga l’umidità. Gui zhistimola la yang qi, agevolando la circolazione dell’acqua.

 

ENUNCIATO XXXVII

Nella sindrome tai yang dopo circa dieci giorni, se il paziente ha un polso superficiale (fu) e fine (xi) e preferisce giacere a letto, allora la sua sindrome esterna se n’è andata. Se accusa un dolore costale e pienezza toracica, un rimedio adatto sarà il Piccolo decotto di radix Bupleuri (Xiao chai hu tang). Nel caso in cui il polso sia soltanto superficiale, si può somministrare il decotto di herba Ephedrae.

 

ENUNCIATO XCVI

Malattia febbrile causata dal freddo o dal vento: dopo cinque o sei giorni, se il paziente ha alternanza di brividi e febbre, avverte una sensazione di distensione e di oppressione al torace e nella regione costale, è riluttante a parlare e a mangiare, irrequieto e nauseato, prescrivi il Piccolo decotto di radix Bupleuri (Xiao chai hu tang).

 

Radix Bupleuri  chai hu      0.5 jin

Radix Scutellariae     huang qin 3 liang

Radix Ginseng  ren shen   3 liang

Radix Glycyrrhizae praeparata  zhi gan cao       3 liang

Rhizoma Zingiberis recens         sheng jiang       3 liang

Fructus Ziziphi jujubae       da zao       12 pezzi

Rhizoma Pinelliae     ban xia      0.5 sheng

 

P.: decuocere gli ingredienti in un dou e due sheng d’acqua sino a lasciarne sei sheng. Filtrare il tutto e decuocere ancora sino a lasciare tre sheng di liquido. Assumerne tre dosi di uno sheng al giorno.

S.: i sintomi di una sindrome da Piccolo decotto di radix Bupleuri sono brividi e febbre intermittente, distensione ed oppressione al torace ed alla regione costale, riluttanza a parlare ed a mangiare, agitazione e nausea. Questi costituiscono anche il quadro principale della sindrome del livello shao yang.

Quando i fattori patogeni si fermano fra l’esterno e l’interno (“metà esterni e metà interni”), si tratta di una sindrome shao yang. L’effetto drenante di chai hu induce i fattori patogeni a filtrare all’esterno. Huang qinelimina il calore dal livello intermedio. Ban xia elimina i catarri e riduce la nausea. Ren shen tonifica il deficit. Gan cao armonizza le funzioni interne. Sheng jiang e da zao aiutano ren shen e ban xia ad armonizzare la wei qi e la ying qi.

 

Principali modifiche al decotto:

  1. Agitazione ma assenza di nausea: eliminare ban xia e ren shen e aggiungere 1 pezzo di fructus Trichosantis (gua lou).
  2. Presenza di sete: eliminare ban xia, portare il dosaggio di ren shen a 4.5 liang, aggiungere 4 liang di gua lou.
  3. Presenza di dolore addominale: eliminare huang qin ed aggiungere 3 liang di bai shao.
  4. Presenza di masse sotto il margine costale: eliminare da zao e aggiungere 4 liang di concha Ostreae (mu li).
  5. Presenza di palpitazioni e disuria: eliminare huang qin ed aggiungere 4 liang di Poria (fu ling).
  6. Assenza di sete, ma presenza di lieve febbre esterna: eliminare ren shen, aggiungere 3 liang di gui zhi. Coprire il paziente per ottenere una lieve traspirazione.
  7. Presenza di tosse: eliminare ren shen, da zao e sheng jiang, aggiungere 0.5 sheng di fructus Schisandrae (wu wei zi) e 2 liang di rhizoma Zingiberis (gan jiang).

 

Bibliografia

Sotte L. e altri, Farmacologia Cinese, VI volume del Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese CEA edizioni, Milano

Sotte L, Bernini A., Shang Han Lun in versione italiana, Quaderni di Medicina Naturale della Rivista Italiana di Medicina Tradizionale Cinese, Civitanova Marche 1998

Ma il vaccino del vaiolo l’ha inventato Jenner o i cinesi?

https://www.luciosotte.it/ma-il-vaccino-contro-il-vaiolo-lha-inventato-jenner-o-i-cinesi/

Coronavirus e farmaci cinesi: shuang huang lian

https://www.luciosotte.it/coronavirus-e-farmaci-cinesi-shuang-huang-lian/

Coronavirus e farmaci cinesi: qing fei jie du tang

https://www.luciosotte.it/coronavirus-e-farmaci-cinesi-qing-fei-jie-du-tang/

Coronavirus e medicina cinese: numero 29 speciale della rivista Olos e Logos: Dialghi di Medicina Integrata

http://www.agopunturamarche.it/Rivista/Dialoghi29_Flip/Numero29-1_2020.pdf

Le patologie epidemiche in medicina cinese

https://youtu.be/82F-7UB7o8M

Coronavirus e farmaci cinesi: qing fei jie du tang

https://youtu.be/1j7GG2SkRZE

Coronavirus e farmaci cinesi: shuang huang lian

https://youtu.be/_bRQlaE1Ojw