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Il soffio della vita tra Oriente ed Occidente – 2 – il mantenimento della vita

Il soffio della vita tra Oriente ed Occidente

In questo secondo video analizzo il mantenimento del soffio della vita in Oriente ed Occidente

La nostra biomedicina sottolinea il ruolo particolarmente importante della funzione respiratoria (dunque del polmone che la governa) che, insieme con quella circolatoria (governata dal cuore), permette il mantenimento dell’esistenza. Se le funzioni respiratorie e cardiocircolatorie sono il fondamento della vita quotidiana, lo sono a maggior ragione quando l’organismo è in condizioni critiche. 

Anche in Estremo Oriente è il “soffio” possiede un ruolo fondamentale nell’origine e nel mantenimento dell’esistenza. Il termine con cui i cinesi definiscono questo “soffio vitale” è qi, 氣.

L’ideogramma di qi, 氣 contiene due radicali, quello in basso e a sinistra indica il “riso” e rappresenta la parte “materiale” del qi, mentre quello in alto ed a destra rappresenta una “voluta di vapore” che sale in alto, un “soffio” che si solleva e rappresenta la parte “energetica”.

Nella cultura cinese il qi è il risultato dell’interazione del Cielo e della Terra. Lie Zie nel III sec. a.C. afferma: «Gli elementi più puri e leggeri tendono verso l’alto e producono il Cielo, quelli più grezzi e pesanti tendono verso il basso e producono la Terra». La vita non può accadere fino a che il Cielo si leva in alto e la Terra si raccoglie in basso senza una reciproca contaminazione, è solo con l’inizio dell’interazione del Cielo e della Terra e della loro trasformazione reciproca che originano lo yin e lo yang che, a loro volta, si trasformano reciprocamente ed incessantemente generando il qi.

In Cina si afferma che il Cielo “promuove ll’iniziativa della vita” che viene “raccolta e portata a compimento” dalla Terra. Per questo motivo il qi deve possedere un elemento yin “il riso” che rappresenta in modo simbolico la sua origine “terrestre” e dunque “alimentare” ed uno yang “il vapore” che è di origine “celeste”, è certamente più impalpabile e si collega al fenomeno “respiratorio”.

Secondo la filosofia cinese tutto ciò che esiste nel cosmo è il risultato della trasformazione reciproca di yin e yang ed è dunque una “forma” del qi.

Wang Fu Mi nel XVII sec. d.C. afferma: «Il vuoto è pieno di qi che allo stato di condensazione è visibile ed è chiamato ‘essere’ ed allo stato di dispersione è invisibile ed è chiamato ‘non essere’» ed ancora: «Il qi è un continuo di materia che, condensandosi, determina una forma che prende il nome di xing; xing è un discontinuo di materia che, disperdendosi, perde la forma e si trasforma in un elemento immateriale energetico che prende il nome di qi».

Zhang Cai  nel XII sec. d.C. afferma: «Il ‘grande vuoto’ consiste di qi. Il qi si condensa per trasformarsi nei diecimila esseri. I diecimila esseri si disintegrano e ritornano al ‘grande vuoto’» ed ancora: «Ogni nascita è una condensazione, ogni morte una dispersione. La nascita non è un guadagno e la morte non è una perdita… quando si condensa, il qi diviene essere vivente, quando si disperde, è il substrato delle mutazioni»