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La prevenzione delle patologie respiratorie ricorrenti in età pediatrica in medicina cinese

La prevenzione delle patologie respiratorie ricorrenti in età pediatrica in medicina cinese

Lucio Sotte*

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Eziopatogenesi energetica cinese delle flogosi ricorrenti delle vie respiratorie

È assai frequente il riscontro di patologie respiratorie ricorrenti in età pediatrica che sono correlate in medicina cinese a due fenomeni eziopatogenetici principali: l’immaturità del sistema respiratorio e quella del sistema digerente (sembra strano per noi medici occidentali che un disturbo respiratorio possa essere correlato anche ad una eziopatogenesi a partenza gastrointestinale: ne vedremo brevemente più avanti il razionale).

Il polmone del neonato viene ventilato per la prima volta al momento della nascita con il primo vagito così come il sistema digerente inizia il suo vero lavoro di digestione, assimilazione, distribuzione dei nutrienti solo dopo la prima poppata. È ovvio che entrambi i sistemi debbano superare una fase di “rodaggio” che, durante il periodo neonatale e quello ad esso immediatamente successivo dei primi anni di vita, li predispone alla comparsa di patologie.

 

Il deficit di qi difensivo e di qi di polmone

Nel caso delle patologie respiratorie ricorrenti della prima infanzia si deve aggiungere anche un altro fenomeno predisponente correlato al quadro sindromico che in medicina cinese va sotto il nome di deficit di wei qi, cioè qi difensivo.

Durante il giorno il qi difensivo – secondo l’antica fisiologia energetica cinese – circola alla superficie del corpo, con il compito di proteggere il mantello cutaneo dagli attacchi cosmopatogeni (vento, freddo, umidità etc.) e di controllare attraverso il meccanismo di apertura-chiusura dei pori cutanei la sudorazione e quindi la termoregolazione.

Durante la notte wei qi circola invece nella profondità del corpo, nutrendo in questa maniera gli organi interni secondo il ciclo di dominazione: rene, cuore, polmone, fegato, milza-pancreas.

È assai singolare il fatto che l’inizio del sonno sia caratterizzato in molti neonati dalla comparsa di una più o meno rilevante sudorazione: si tratta di un segno di deficit di wei qi la quale abbandona troppo bruscamente il mantello cutaneo per penetrare in profondità verso gli organi interni lasciando sguarnita la superficie che non è più in grado di regolare correttamente le ghiandole sudoripare con la comparsa di questa iperidrosi momentanea. Generalmente bastano pochi minuti perché la situazione si stabilizzi ed il bambino presenti nuovamente la pelle asciutta.

La sudorazione determina un abbassamento della temperatura corporea e può predisporre alla penetrazione delle energie cosmopatogene che, trovando i pori cutanei aperti, possono aggredire il sottocute ed i tessuti profondi più prontamente e velocemente. Questo è il motivo per cui i genitori dovranno porre particolare attenzione a proteggere il bambino dall’iperidrosi eccessiva. D’altra parte il bambino, a differenza dell’adulto, non è in grado di razionalizzare che l’iperidrosi può essere pericolosa per la sua salute e conseguentemente non esercita nessun comportamente utile a contenerla o a proteggersi dalla penetrazione delle energie cosmopatogene nel caso sia in corso in un fenomeno di sudorazione troppo abbondante.

La medicina cinese sostiene, come quella occidentale, che il polmone controlli la respirazione: tuttavia, a differenza di quanto accade da noi, in Cina la respirazione non è soltanto “alveolare”, ma anche “cutanea”. Dunque il funzionamento del mantello cutaneo appartiene energeticamente ai compiti del polmone che proprio per questo motivo controlla anche la produzione e distribuzione del qi difensivo.

Questo fatto è molto interessante e assai spesso mi sono domandato in base a quali complessi ragionamenti gli antichi cinesi avessero associato la “cute” al polmone. Probabilmente il fenomeno è assai più semplice da spiegare di quanto si possa immaginare, a tal punto da essere quasi ovvio. Per comprendere il motivo di questa “ovvietà” occorre porsi alcune semplici domande.

Cosa accade generalmente quando il mantello cutaneo è aggredito dalle energie cosmopatogene? Cioè che cosa accade quando è colpito dal freddo, dal vento, dall’umidità, dal calore, dalla secchezza in eccesso? Nella stragrande maggioranza delle persone, ed in particolare in quelle predisposte, accade che il paziente si ammali e questa malattia esordisca quasi costantemente con sintomi a carico delle vie respiratorie: raffreddore, sinusite, faringite, tonsillite, tracheite e, nei casi più gravi, bronchite e persino flogosi profonde delle mucose respiratorie. Conseguentemente il ragionamento che gli antichi cinesi hanno fatto partendo da queste premesse è stato il seguente: se l’attacco del mantello cutaneo trasferisce quasi costantemente i suoi effetti sulle vie respiratorie, ciò significa che le vie respiratorie sono collegate strettamente al mantello cutaneo ed il “polmone” che le governa avrà un ruolo anche nella fisiologia della cute.

Un altro motivo che suggerisce che polmone e cute abbiano una reciproca “simpatia” riguarda un aspetto del metabolismo dei liquidi organici assai studiato ma spesso misconosciuto da noi medici occidentali. La respirazione alveolare e quella cutanea sono alla base dell’“evaporazione” di una decina di centinaia di millilitri di acqua. Ho imparato questo fatto molto bene agli inizi della mia carriera quando lavoravo nella rianimazione dell’Ospedale Umberto I di Ancona dove, per stabilire l’entità dell’apporto idrico da fornire al paziente attraverso l’alimentazione parenterale, dovevo fare il bilancio delle perdite del giorno precedente. Ebbene le perdite assommavano quelle relative alla diuresi (mediamente 1200-1500 ml/die), alle feci (mediamente 100/200 ml/die), alla perspiratio cutanea (mediamente 450/550 ml/die) ed quella alveolare (mediamente 450/550 ml/die). È assai suggestivo segnalare che le perdite urinarie siano più o meno sovrapponibili alla somma di quelle cutanee, alveolari e intestinali ed è ancora più suggestivo pensare che in medicina cinese le prime siano associate ovviamente al “rene” e le seconde al “polmone” che governa respirazione alveolare e cutanea ed è collegato con un viscere (all’interno del movimento di appartenenza, cioè il Metallo) che è precisamente l’intestino crasso.

È precisamente per questo motivo che i cinesi dicevano che il rene è la sorgente del basso dei liquidi interni ed il polmone è quella dell’alto. Infatti un’eccessiva diuresi, così come una perspiratio alveolare o cutanea troppo abbondante possono causare essere la causa di “secchezza” interna.

 

Le cause gastroenteriche delle flogosi respiratorie

Passiamo ora ad affrontare brevemente la “causa” alimentare delle flogosi respiratorie ricorrenti in età pediatrica.

Questo aspetto della fisiologia energetica cinese è di importanza fondamentale perché negli antichi testi si afferma che milza-pancreas produce i tan che immagazzina nel polmone. Il termine tan si può tradurre in questo caso con flegma, catarro, mucosità.

Cosa vuol dire che milza-pancreas produce i tan che immagazzina nel polmone? Semplicemente che un disturbo intestinale dell’assimilazione dei nutrienti di origine “pancreatica” si riflette in un alterato assorbimento di sostanze “tossiche” i cui effetti si manifestano sulle mucose delle vie respiratorie.

Farò ora un breve esempio per spiegare quanto appena affermato affrontando le flogosi respiratorie ricorrenti assai frequenti nel primo e secondo anno di vita in coincidenza con l’eruzione dei denti da latte.

È esperienza di molte mamme quella di verificare che, in concidenza con l’eruzione dentaria, si manifestino nel bambino, scialorrea, irritabilità, dispepsia, diarrea, talora febbre ed infine flogosi respiratorie. Evidentemente c’è un nesso tra questi sintomi correlati all’inizio alle mucose buccali e gengivali, poi a quelle dell’apparato digerente ed infine alle mucose delle vie respiratorie – vista la loro associazione così frequente – che però si spiega male seguendo i ragionamenti della medicina occidentale mentre invece è chiarissimo se si ragiona in termini di medicina cinese.

L’eruzione dentaria determina ovviamente una infiammazione delle gengive e delle mucose buccali che, secondo la medicina cinese sono sotto il governo dei due canali energetici che le attraversano: quello dello stomaco e quello dell’intestino crasso che sono riuniti in uno stesso livello energetico: lo yangming (che secondo la medicina cinese governa la secchezza).

Basta guardare il percorso esterno di questi due canali per capirne lo stetto rapporto con le mucose buccali e gengivali che sono interessate dalla fine del percorso cefalico del canale di intestino crasso e dall’inizio di quello di stomaco. Non è un caso che molti punti di questi canali si possano utilizzare per ottenere effetti sulla regione buccale come ad esempio la stimolazione del punto LI-4 hegu in caso di odontalgia per i suoi effetti analgesici sul dolore dentario.

La dentizione determina ovviamente una flogosi del tessuto gengivale che in termini di medicina cinese si manifesta come “calore” o “calore-umidità” nei canali che interessano questa zona: appunto stomaco ed intestino crasso.

 

Figura 1

Il percorso cefalico del canale di stomaco

 

Figura 2

 

Il percorso cefalico del canale di intestino crasso

 

Questo calore si trasmette dai canali ai rispettivi visceri determinando una sindrome da “calore” a livello gastrico con dispepsia e a livello intestinale con alterazioni dell’alvo e diarrea. Il tratto gastroenterico è interessato dunque da una sintomalogia infiammatoria a partenza buccale che, a sua volta, determina una secondaria alterazione dei fenomeni di digestione-assorbimento dei cibi che sono governati in medicina cinese da milza-pancreas. La medicina cinese insegna che quest’organo svolge il compito di assorbire le “sostanze pure” alimentari a livello del riscaldatore medio per “trasportarle” trasferendole a livello del riscaldatore superiore. Se l’assorbimento è alterato dai fenomeni flogistici che abbiamo appena descritto è facile che la “purificazione” sia scarsa, insufficiente, alterata e che anche l’assorbimento venga coinvolto con assimilazione di sostanze tossiche che favoriscono la comparsa di catarri, cioè tan. Questi catarri la cui comparsa è favorita dai fenomeni appena descritti a livello intestinale vengono trasportati al riscaldatore superiore e si depositano sulle mucose respiratorie intasando il “polmone”. È interessante sottolineare che la fisiologia energetica cinese insegna che tutte le superfici mucose sono governate da milza-pancreas, anche quelle delle vie respiratorie le quali, una volta che le mucosità si sono depositate, possono essere interessate da iniziali fenomeni flogistici che possono complicarsi con una sovrainfezione batterica che darà luogo ad un aggravamento della sintomatologia.

Riassumendo dunque quanto affermato fino ad ora, la dentizione determina “calore di stomaco ed intestino crasso” che è la causa di una “flogosi gastrointestinale” che sua volta è all’origine di un fenomeno di “malassorbimento di sostanze tossiche”. Queste ultime si trasformano in “mucosità” che si depositano sulle mucose respiratorie determinano la comparsa di una congestione prima e successivamente di una flogosi.

La fisiologia energetica cinese riesce ad interpretare la triade febbre-diarrea-tosse correlata con le eruzioni dentarie che trova invece molte difficoltà di inquadramento in biomedicina.

La chiave interpretativa sta in una coppia di organi (milza-pancreas e polmone) ed una di visceri (stomaco e intestino crasso) che tra l’altro appartengono a due movimenti anch’essi accoppiati (movimento metallo: polmone e intestino crasso; movimento terra: milza-pancreas e stomaco). In questa maniera si riescono a correlare tra loro i sintomi buccali e gastrointestinali che appartengono all’apparato digerente con quelli di competenza delle mucose respiratorie.

 

Il deficit di yin di polmone

Un altro quadro clinico di frequente riscontro nei primi anni di vita è quello che in medicina cinese va sotto il nome di “deficit di yin di polmone”. Si tratta di un quadro sindromico che si associa alla possibilità che si manifestino delle patologie respiratorie ricorrenti che tuttavia presentano una sintomatologia differente da quella appena trattata. In questi casi è frequente l’esordio di una flogosi faringea o tonsillare accompagnata da vellichio faringeo, secchezza mucosa, faringodinia e tosse prevalentemente secca e stizzosa.

Assai spesso il deficit di yin di polmone è anche l’esito di una sindrome influenzale che guarisce clinicamente lasciando per qualche tempo quella che in medicina occidentale va sotto il nome di febbricola serotina criptogenetica, cioè la presenza di una o due linee di febbre che si manifestano solo nel tardo pomeriggio o in serata e che tendono a guarire spontaneamente nel giro di alcune settimane. In medicina cinese si sostiene che la causa di questa febbricola è un deficit di yin che è stato causato dal calore-fuoco della sindrome influenzale. È come se lo stato febbrile avesse consumato lo yin ed i liquidi dell’organismo ed essendo la serata l’inizio del periodo yin del ciclo circadiano, la febbricola è il segno di uno yang in eccesso dovuto al deficit di yin che non è più in grado di trattenerlo.

Anche in questo caso si deve instaurare una terapia preventiva perché questi stati di deficit di yin predispongono il bambino a delle recidive delle patologie respiratorie.

 

La prevenzione

È a partire dalla complessa interpretazione eziopatogenetica appena accennata che è possibile esercitare un’azione preventiva delle patologie respiratorie ricorrenti che si fonda soprattutto sul sostegno del qi del polmone, del qi difensivo oppure dello yin.

A questo proposito si possono utilizzare varie tecniche preventive esterne (agopuntura, massaggio, moxibustione) o interne (farmacologia cinese).

Un ruolo molto interessante è quello correlato alla corretta scelta dei cibi per questi pazienti. Si tratta di poche regole assolutamente fondamentali in ambito preventivo