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La nascita dell’agopuntura e medicina cinese in Italia: i primi maestri

Nel secondo dopoguerra ed in particolare negli Anni ’60 l’agopuntura cominciò ad incuriosire alcuni medici italiani che decisero di approfondirne lo studio per iniziare ad utilizzarla nella pratica clinica.

Lucio Sotte

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Dal momento che in Italia non esisteva una tradizione di conoscenze nell’ambito della medicina cinese questi “pionieri”presero contatti con il mondo medico francese che invece, fin dalla prima metà del secolo scorso aveva iniziato ad interessarsi all’agopuntura ed aveva dunque aperto la strada. In particolare George Soulié De Morand, un diplomatico francese che era vissuto a lungo in Cina, aveva dato alle stampe nel 1928 il primo testo di “Acupunture Chinoise”.

La pubblicazione del volume creò un discreto interesse nel mondo medico francese che iniziò ad incuriosirsi all’esistenza di questa originale tecnica di terapia della medicina cinese che poteva essere importata in Occidente. Il confronto tra agopuntura e  biomedicina avvenne su due versanti: quello della ricerca scientifica e della neurofisiologia che venivano interrogate a dare risposte sui possibili e probabili meccanismi d’azione dell’agopuntura e quello della teoria di base che per la prima volta veniva messa a confronto con una visione dell’uomo e della sua anatomofisiologia così diversa da quella scoperta, diffusa ed insegnata in Occidente.

Un ulteriore passo avanti fu fatto negli Anni ’50/’70 con la pubblicazione del “Traité de médecine chinoise” da parte dei dott.ri Chamfrault e Nguyen Van Nghi. 

Van Nghi era un medico vietnamita con una profonda formazione sia in medicina occidentale che in quella cinese ed è stato certamente uno dei grandi maestri della sua epoca.

Dunque, i primi pionieri italiani dell’agopuntura, vennero a contatto negli Anni ’60 con il mondo francese che si stava concentrando su due Scuole e due visioni della medicina cinese: da una parte quella “modernista” che cercava dei riscontri nella neurofisiologia occidentale e talora correva il rischio di dimenticare i fondamenti della medicina orientale, dall’altra quella “tradizionalista” che sottolineava invece la necessità di studiare principi della medicina cinese farli propri ed andarne a fondo prima di avventurarsi in una loro interpretazione biomedica. 

Molti sono i personaggi che possiamo ricordare di quest’epoca come Georges Cantoni et Jean Borsarello che studiarono per fornire una giustificazione delle possibilità terapeutiche a partire dai lavori del dott. Jacques-Emile Henri Niboyet, padre dell’auricoloterapia scientifica, ma anche medici più “tradizionalisti” come Jean Marc Kespi che, nonostante i suoi oltre 80 anni, è ancora sulla breccia e partecipa attivamente al dibattito sull’agopuntura e la medicina cinese.

Successivamente, ma siamo ormai negli Anni ’80, si aprì un nuovo versante, attraverso i collegamenti col mondo anglosassone ed in particolare attraverso i contatti con Jeremy Ross, Giovanni Maciocia, Song Xuan Ke. Di Giovanni Maciocia dobbiamo ricordare il suo enorme lavoro editoriale che ha permesso all’agopuntura ed alla medicina cinese di diffondersi non solo in Italia ma in tutto il mondo visto che le sue opere sono state tradotte in numerose lingue.

“Traité de médecine chinoise”: dalla mia biblioteca 

Durante gli Anni ’80 iniziarono anche i primi contatti con le Università cinesi di MTC. Ricordo molto bene il mio primo viaggio in Cina nel 1983 con la visita alle Università di Shanghai, Nanchino ed all’Ospedale Guan An Men di Pechino. Ma questo è un ulteriore capitolo dell’introduzione dell’agopuntura e medicina cinese in Italia che affronteremo in futuro.

In questo e nei prossimi numeri della rivista ho deciso di presentare alcuni dei personaggi che hanno aperto il sentiero sul quale ci siamo incamminati seguendo le loro tracce.

Debbono essere conosciuti e ricordati per un debito di riconoscenza nei loro confronti ma anche perché si sono posti le stesse domande che anche noi ci facciamo oggi sul metodo ideale per integrare l’agopuntura e la medicina cinese in Occidente: è molto interessante ascoltare le loro risposte.